coseinfila

 



home

chi?
coseinfila rss feed
photo - rss photo
email

 

post recenti o interessanti:

 

link:


 

 

 

 

E' arrivato Andy Warhol, affaristi e snob a destra e sinistra

E' arrivato Andy Warhol. Per chi non se ne fosse accorto, nonostante le mucche che fanno capolino in ogni dove, tra le vetrine dei negozi triestini, venerdì 21 luglio è stata inaugurata, nel nuovo centro espositivo sulle rive(l'ex pescheria centrale) la tanto discussa mostra Andy Warhol's Timeboxes.
Quando, mesi e mesi or sono, fu annunciata la mostra, devo dire che mi aveva fatto parecchia impressione. Warhol lo vedevo davvero come lontano, americano, della serie 'sono stato al Moma a vedere Warhol'. E dato che al Moma ci ero stato, ancor di più mi fece impressione. Che bello, insomma. Ero felice, soddisfatto, mi dicevo: vedi, ogni tanto qualcosa di buono c'è. Ed è vero, sono del partito che a Trieste cose buone e magari non viste, ci sono spesso.
Torniamo alla mostra. Ecco, forse era meglio che la lasciassi come un'illusione, nella mia testa. Un'idea. Invece ho voluto ad ogni costo fare "il serio", ho sfottuto quelli che sfottendo l'hanno snobbata, e bel bello ho varcato le porte dell'ex pescheria.
E' stato più di un mese fa.
Mettiamoci in mezzo le vacanze, così per non essere troppo estremo. Non dico che mi ci è voluto un mese per assorbire il tutto, ma quasi. La mostra non è una mostra. O almeno una mostra per come la intendo io. Quelle cose dove può andare anche uno che non sa tutto d'arte, ma magari prende la sua bella audioguida, spende i suoi euro, ed esce con qualche idea in più.
L'audioguida non c'è, ovvio. Ci sono tante scatole finte ammassate per formare 4 o 5 igloo di cartone, all'interno dei quali ci sono delle vetrine "tematiche", con oggetti che erano all'interno delle Timeboxes originali. 'Bisognerebbe prendere ogni mese una scatola, buttarci dentro tutto e chiuderla alla fine del mese. Poi metterci la data e spedirla nel New Jersey. Bisognerebbe conservarne le tracce, ma se non ci si riesce e la si perde è ancora meglio, perchè è una cosa in meno a cui pensare, un peso in meno. Tennessee Williams ripone ogni cosa in un baule e poi lo spedisce in un magazzino. Ho cominciato anch'io con i bauli pieni degli oggetti che non mi piacevano, ma poi andavo a comprarmi qualcosa di meglio, e ora butto tutto dentro scatole di cartone con un'etichetta su un fianco per scriverci il mese e l'anno. Odio la nostalgia, però, così profondamente che spero si perdano tutte e non debba più rivederle. Questo è un altro motivo di conflitto. Vorrei buttare ogni cosa dalla finestra non appena me la mettono in mano, e invece ringrazio e la butto nella scatola del mese. Ma l'altro mio desiderio sarebbe quello di mettere da parte le cose per poterle un giorno usare di nuovo.'
Così dice lui, Andy Warhol, nel libro che scrisse perchè forse sentiva di dover spiegare, o almeno a me piace pensare così. Invito tutti a leggere questo libricino(ecco il vero senso della mostra: farci leggere e capire fino in fondo; il libro l'ho comprato al bookshop del centro espositivo). Insomma niente audioguide, niente depliant informativo, solo la pubblicità del gelato di Arnoldo sulla terrazza(altra caduta di stile, se volete fare i fighetti fatelo bene). Cinque tabelle con testo in italiano pieno di odiosi puntini puntini... qua e... là e inglese originale dei curatori del Museo Warhol di Pittsburgh.
Per portare la mostra di Warhol(che pur sempre può esser visto come omosessuale: "Ciò ghe portemo el culaton e i ga 'ncora de romper" avrebbe detto qualcuno), però, si è discusso molto. Il che è anche bello, perchè di solito qua si discute soltanto di dove fare un nuovo parcheggio(anche la pretenziosa ex pescheria è circondata dalle macchine).
Si è verificata, insomma, una situazione tipica dalle nostre parti, quella della confusione tra spettacolo-sport e politica: non si capiscono più i confini. Non nel senso tradizionale, che "loro", i politici, non si rendano conto di ciò che fanno, ma nel senso che "noi", io per primo, non riesca a capire, mentre sto cercando di scrivere, se stia scrivendo di politica o di spettacolo. E' sconfortante.
E allora viene tutto messo in mano di quattro affaristi. E allora, all'inaugurazione, non sono stati invitati nemmeno i galleristi triestini, sembra. E allora i politici e i vip di sinistra snobbano l'inaugurazione. E allora c'è un bel pezzo di città che sfotte la mostra. E allora, insomma, per tornare alla bella iniziativa di impiastricciare la città di un marchio(targata Camera di Commercio): Trieste non si muove. Di un passo.
andy warhol timeboxes trieste ex pescheria andywarholtimeboxes dipiazza salvaterra
La cosa davvero paradossale, è che la mostra, appunto è intricata e poco popolare, perchè non si capisce niente. E questo dovrebbe piacere ai nostri amici delle sinistre.
La cosa paradossale è che questi affaristi con amici a destra, sono riusciti a fare una mostra da snob rifondaroli.
E quest'ultimi, oltretutto, non possono neanche andare a vederla, perchè sono troppo occupati a sfottere.

Due ultime cosette:
-il sito andywarholtimeboxes.com è ancora peggio della mostra: vergognoso
-se volete capirne di più, di Warhol,  questo è un ottimo sito(ci sono anche le scatole) e il libro è La filosofia di Andy Warhol
-se cercate delle scatole adatte a iniziare le vostre timeboxes, forse qua le trovate
-se ho capito almeno un po' di Warhol, questo è un blog che gli piacerebbe. A me piace molto.

29/08/2006, ore 00:32 | commenti (5)
tag politica, libri, internet, gente, soldi, trieste